LA NOSTRA CASA. Memorie domestiche nel cinema privato dagli anni ’20 agli anni ’80
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LA NOSTRA CASA. Memorie domestiche nel cinema privato dagli anni ’20 agli anni ’80

Evento

LA NOSTRA CASA. Memorie domestiche nel cinema privato dagli anni ’20 agli anni ’80

Un progetto di Fondazione Home Movies per Fondazione MAST nell’ambito della Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro sul tema della Casa.

 

Venerdì 12 dicembre 2025, 18h30 – 19h30

MAST.Auditorium – Via Speranza, 42, Bologna

Ingresso gratuito con prenotazione.

 

Una selezione d’archivio a cura di Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia

Reading di Alessandro Vanoli
Sonorizzazione live di Laura Agnusdei
Introduce Paolo Simoni

 

La casa è il luogo di origine del cinema di famiglia. Le pellicole in formato ridotto nascono proprio per portare il cinema dalla sala cinematografica al salotto casalingo. Questa selezione di pellicole private invita a entrare nelle case del secolo scorso, a esplorare gli spazi intimi dove la vita quotidiana si intrecciava con il desiderio di mostrarsi davanti alla cinepresa. Dagli anni Venti agli anni Ottanta, il cinema amatoriale ha offerto uno sguardo privilegiato sulla dimensione domestica, restituendo un archivio diffuso di gesti, oggetti e presenze che compongono la memoria di intere generazioni.

Le architetture cambiano, gli arredi si trasformano, le stanze si aprono o si chiudono al mondo esterno, mentre le persone che le abitano lasciano tracce della loro identità, dei loro sogni, delle loro abitudini.

La casa diventa così uno specchio dei mutamenti sociali, economici e culturali del Novecento: dal salotto borghese degli anni Trenta alle cucine luminose del boom economico, fino agli interni colorati e personalizzato degli anni Settanta e Ottanta. Attraverso queste pellicole, spesso girate per conservare un ricordo o celebrare un momento di vita, emerge un racconto collettivo sull’intimità, sul tempo e sulla relazione tra le persone e i luoghi che le accolgono.

Non solo memoria privata, dunque, ma anche testimonianza storica di come gli spazi domestici, e il modo di rappresentarli, riflettano le trasformazioni del vivere insieme.

Un mosaico di case, corpi, sguardi in camera che raccontano la storia di come, nel corso del secolo, abbiamo imparato ad abitare e a filmare  il nostro quotidiano.

 

 

A cura di Paolo Simoni.

Ricerche e selezione d’archivio di Michele Manzolini e Chiara Garbari.

 

Alessandro Vanoli. Storico, scrittore e divulgatore. Ha insegnato presso l’Università di Bologna e per un breve periodo anche presso l’Università Statale di Milano, e svolto ricerca e attività didattica in svariate università straniere. Si è occupato di relazioni tra mondo cristiano e mondo islamico nello spazio Mediterraneo e nell’Atlantico. Da anni ha cominciato ad affiancare l’attività di saggista a un sempre maggiore interesse nei confronti della comunicazione e della divulgazione. Si è dedicato tanto a progetti teatrali e a svariate attività didattiche. Collabora con RAI e con la rivista Doppio Zero e il quotidiano Il Corriere della Sera.

Tra i suoi libri più recenti Note che raccontano la storia (Il mulino, 2022), Storia del Mare (Laterza, 2022), L’invenzione dell’Occidente (Laterza, 2024),Oriente. Una storia (Laterza, 2025).

 

Laura Agnusdei. Laura Agnusdei è una sassofonista e musicista elettronica bolognese. Il suo progetto solista esplora le possibilità della composizione elettroacustica, creando paesaggi sonori all’interno dei quali il sax rimane la principale voce narrante. Sospesa tra l’uso della melodia e la ricerca timbrica, residui di forma canzone e squarci improvvisativi, la sua musica amalgama diverse fonti sonore (acustiche, digitali e analogiche). Dopo il suo esordio con Night/Lights, uscito nel 2017 per l’inglese The Tapeworm, sotto la medesima etichetta è stato edito a Novembre 2019 il suo primo album “Laurisilva”, un lavoro che invita l’ascoltatore ad esplorare un paesaggio immaginario formato da suoni che proliferano e si stratificano come gli organismi viventi di una foresta.
Nel 2021 realizza il progetto site specific “UBI CONSISTAM”, incentrato sull’esplorazione sonora di Bologna e condensato in un libro edito da Via Industrie dove il racconto grafico di Giulia Polenta accompagna sei tracce audio dedicate ad altrettanti luoghi cittadini. Nel 2023 pubblica per Maple Death “Goro” lavoro ispirato alla graphic novel “Quasi nessuno ha riso ad alta voce” di Pastoraccia, per la stessa etichetta esce a Gennaio 2025 il suo album “Flowers Are Blooming in Antarctica”, in bilico tra post-exotica, spiritual jazz e scenari fantascientifici post-apocalittici.