I progetti di valorizzazione

Sguardi in camera. L’avventurosa storia d’Italia in formato ridotto

Sguardi in camera è la serie documentaria ideata e promossa dalla Fondazione Home Movies, e prodotta da Kiné Società Cooperativa e I Wonder Pictures, che racconta la storia italiana attraverso immagini ed emozioni, mostrandoci piccoli spaccati di grandi storie del cinema in formato ridotto. Un racconto di speranze e delusioni, di utopie e disincanti, filmato da sorprendenti narratori: gli italiani con la macchina da presa, spesso inconsapevoli protagonisti e testimoni del loro tempo.

 

Questa serie di racconti è frutto di un’esperienza collettiva e corale di chi ha guardato la realtà attraverso gli obiettivi delle cineprese amatoriali: sguardi nei quali ritrovare – in primo piano o sullo sfondo – momenti e aspetti cruciali della storia del nostro Paese. Questo affascinante autoritratto di una nazione unisce il “come eravamo” delle famiglie, i primi selfie, gli entusiasmi e i traumi vissuti e filmati nelle diverse epoche storiche: dagli anni del fascisimo alla guerra, dalla ricostruzione al boom economico, dalle contestazioni agli anni di piombo, fino alla caduta del muro di Berlino. Racconta le bellezze dell’Italia filmate, la critica e la denuncia sociale e, soprattutto, la voglia dei giovani di entrare in scena, le lotte del femminismo e l’affermarsi di una sensibilità ecologica. Vediamo anche il cambiamento dei costumi e dei modi di vivere, la possibilità di esprimersi senza alcun vincolo, attraverso un cinema libero, sperimentale e indipendente. La cinepresa diventa uno strumento per raccontare e raccontarsi o anche solamente un dispositivo per registrare ricordi, raccogliere memorie e testimoniare identità. Nei primi tre episodi sono raccontate le origini di questa storia dagli anni Venti del ’900 alla Liberazione.

Paese

Italia

Formato

16:9 pillarbox (4:3) da materiali in 9.5mm, 16mm, 8mm e Super8

Durata

6 × 30′

Genere

Storico

Anno di produzione

2025

Lingua originale

Italiano

Credits

Una serie ideata e promossa da 

Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia

 

Narrata da

Milena Vukotić

 

Prodotta da

Kiné Società Cooperativa – I Wonder Pictures

 

Con il contributo di 

Regione Emilia-Romagna – Emilia-Romagna Film Commission

 

Distribuzione Italia

I Wonder Pictures /  I Wonderfull

 

Anteprima italiana

Festival del Cinema di Roma 2025 (episodi 1-2-3)

Biografilm 2026 (episodi 4-5)

Voce narrante

Milena Vukotić

Soggetto

Paolo Simoni

Sceneggiatura

Paolo Simoni e Daniele Ongaro

Regia

Francesco Corsi e Paolo Simoni

Montaggio

Agnese Garbari

Montaggio del suono e sound design

Simonluca Laitempergher

Musiche

Laura Agnusdei, Guglielmo Pagnozzi, Lorenzo Valdesalici e Volontré

Ricerche d'archivio

Davide Bianchi, Ilaria Ferretti, Chiara Garbari, Vanessa Mangiavacca, Michele Manzolini, Mirco Santi, Silvia Savorelli, Paolo Simoni

Coordinamento d'archivio

Ilaria Ferretti

Digitalizzazione pellicole

Mirco Santi

Revisione pellicole

Giuseppe Fara, Silvia Zoppis

Color correction

Paolo Lancellotti, Andrea Vaccari

Gestione copie digitali

Chiara Garbari

Consulenza storica e adattamento testi

Elena Pirazzoli

Prodotto da

Claudio Giapponesi (Kiné Società Cooperativa)

Produttore associato

Andrea Romeo (I Wonder Pictures)

Delegata di produzione

Giulia Moretti (I Wonder Pictures)

Episodi 1-5

Episodio 1

Siamo a Roma nel 1924, alcune persone escono da una chiesa e si muovono verso la cinepresa. Siamo agli albori del cinema in formato ridotto e la pellicola della famiglia D’Ambrogi ha il sapore di una sequenza antica dei fratelli Lumière. Mentre i bambini – uno dietro l’altro – rivolgono verso l’obiettivo i loro sguardi in camera, muovono i primi passi e crescono sotto l’occhio della cinepresa, gli adulti la usano per riprendere il paese: dalla suggestiva eruzione del Vesuvio alla partenza delle mongolfiere che prendono il volo dall’Arena di Verona, dalle escursioni alpinistiche sulle imponenti vette del Catinaccio ai viaggi in automobile sulle trafficate strade di New York. E c’è chi, come Pippo Barzizza, grande musicista e compositore, usa la cinepresa in modo creativo per giocare a raccontare storie con la sua famiglia, sperimentando con la tecnica come ha già fatto precedentemente, introducendo il Jazz in Italia.

Negli anni Trenta i cineamatori – che sono ancora pochi e mediamente facoltosi, accomunati tutti da una grande passione cinematografica e dall’amore per la tecnica – filmano un’Italia che si mostra felice, tra crociere del dopolavoro, spiagge affollate e nuove stupefacenti architetture.
Non ci sono tuttavia solo quadri di pace: un ragazzo che s’imbarca per l’Etiopia filmato dal fratello, un soldato che documenta l’invasione dell’Etiopia. Nuovi scenari si affacciano sugli schermi del cinema privato. Fintanto che ritornano tutti, la vita va avanti spensierata e la giostra del film di famiglia continua, tra matrimoni, nascite, gite e girotondi.

La guerra è diventata realtà anche per l’Italia. Il Fascismo è ancora al centro della vita degli italiani, mentre i ragazzi vanno al fronte. La partenza verso la guerra è uno dei momenti filmati, ma c’è chi filma anche il viaggio e il fronte. Immagini provenienti anche dai luoghi più estremi, come l’attuale Donbass dove combattono i soldati italiani durante la Campagna di Russia. Il ritorno a casa in licenza è un altro momento cruciale da immortalare con la propria 8mm, ancora di più se è l’occasione per un matrimonio, fatto in fretta, prima di ripartire. 1943: il fascismo cade e l’Italia è presto divisa in due, eppure si continua a filmare per documentare la distruzione portata dalla guerra con i bombardamenti o i momenti di svago e normalità sempre più rari, fino ad arrivare alla Liberazione, durante la quale le cineprese indugiano sui volti, finalmente sorridenti.

L’Italia esce dalla guerra e già si comincia a filmare. È il tempo della speranza
e delle grandi scelte: il 2 giugno 1946 gli italiani votano per la Repubblica e
le donne esercitano per la prima volta il diritto di voto. I padri filmano i figli
nati nell’anno della Repubblica, ignari del mondo in cui cresceranno. L’Italia è
contesa tra due blocchi e il 18 aprile 1948 la Democrazia Cristiana trionfa sul
Fronte Popolare. Le cineprese 16mm entrano nelle fabbriche e nelle
campagne dove arrivano le macchine agricole. Il boom economico si avvicina
e viene filmato in 8mm: la Topolino arriva nelle famiglie, la televisione entra
nelle case. C’è chi filma l’alluvione del Polesine e chi riprende i bambini orfani
di guerra; chi punta l’obiettivo sui divi del cinema e chi sulle feste dell’Unità. I
giovani escono di casa con la cinepresa in mano, curiosi e irrequieti. Nel 1960,
con le Olimpiadi di Roma, gli italiani catturano il culmine di quel Miracolo
economico che ha trasformato il Paese.

L’Italia del Boom guarda in alto: verso lo spazio, verso il futuro. Le cineprese
8mm seguono gli emigranti che arrivano al nord, le famiglie in vacanza al
mare, le autostrade appena costruite. Ma sotto la superficie del benessere si
agitano inquietudini: il disastro del Vajont nel 1963 sconvolge tutti, e la
laguna di Ravenna nasconde i costi ambientali del progresso. Nella seconda
metà degli anni Sessanta i giovani filmano, sperimentano, contestano. La
difesa di Don Mazzi da parte della comunità dell’Isolotto, l’alluvione di
Firenze, le occupazioni universitarie del ’68 ritraggono una società
attraversata da forti spinte di cambiamento. Le ragazze viaggiano da sole con
quella stessa cinepresa che gli artisti usano come strumento di ricerca e di
libertà. Nel 1969, davanti ai teleschermi di tutto il mondo, si filma
l’allunaggio. Con il Super8 ora filmare è più facile ed economico: si apre una
nuova frontiera, e l’utopia del cinema è alla portata di tutti.