The Maelstrom – A Family Chronicle
Il Maelstrom - Una cronaca familiare
 
 

di Péter Forgács
b/n e colore, 60’, video
Olanda 1997


Compositore: Tibor Szemzö
Musiche: Fodderbasis Mixed Ensemble
Montaggio: Kati Juhász
Voce narrante: Charlotte Van Dijk
Ricercatori: Milly Schloss, Péter Forgács
Produttore: Cesar Messemaker
Produzione: Lumen Film Production in co-produzione con VPRO-television


I Peeremboom sono una numerosa famiglia di ebrei olandesi; The Maelestrom – A Family Chronicle riutilizza e monta immagini tratte in prevalenza dalla loro collezione di home movie che documentano gli avvenimenti della loro vita famigliare dal 1933 al 1942: esattamente il giro di anni che vede la nascita e la crescita del nazismo in Europa. Nel 1940 i Paesi Bassi vengono invasi dalle truppe di Hitler; di tutti i membri della famiglia solo uno di loro sopravviverŕ alla deportazione e ai campi di concentramento. Parallelamente alla storia dei Peeremboom – che si filmano fino al giorno in cui sono costretti a lasciare la loro casa confiscata dai tedeschi – il montaggio alterna le memorie filmiche di Seyss-Inquart, commissario nazista per i territori occupati olandesi.
L’opposto destino delle due famiglie - una condannata allo sterminio, l’altra alla colpa dei carnefici - attribuisce una qualitŕ diversa alle due serie di immagini, straordinariamente simili nel mostrare quadretti di serena vita quotidiana. Il materiale d’archivio, nel lavoro di Forgács, diventa in alcuni momenti squisitamente cinematografico: l’utilizzo dello stop-frame blocca l’immagine nel momento della sua perfezione, cogliendo l’attimo in cui l’inquadratura raggiunge la “giustezza” della composizione. In alcuni casi la presenza della gag innalza il filmino amatoriale alla qualitŕ di un vero e proprio film; ma la consapevolezza di trovarsi davanti a uno dei piů straordinari documenti storici sull’olocausto ebraico costringe lo sguardo dello spettatore a una distanza etica e alla inesausta riflessione su ciň che č impresso sulla pellicola.
Scrive Paolo Simoni: “Dopo mezzo secolo di oblio, i film riutilizzati da Forgács, o meglio rievocati, non appaiono solo come traccia dei momenti di una felicitŕ borghese cancellata dal tempo: la coscienza della tragedia storica che seguě li fa riemergere dal “vortice” in una nuova grana e con un valore altro, dirompente”.

 

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