The Bishop’s Garden (Private Hungary part 14)
Il giardino del vescovo
 
 

di Péter Forgács
b/n, 57’, video
Ungheria 2002


Musiche: Tibor Szemzö
Montaggio: Kati Juhász
Suono: Zoltán Vadon
Ricerche: Agi Ravasz, Márton Kurutz
Voci narranti: Péter Forgács, Paul Merrick
Produzione: Péter Forgács

 
Un vecchio passeggia in giardino insieme alla sua nipotina: č il 1968 e László Ravasz, ormai vecchio, conduce una vita ritirata e tranquilla nella villa estiva di famiglia, comprata nel 1929.
Nato nel 1882, László Ravasz cresce in Transilvania, frequenta l’universitŕ a Berlino e diventa prete calvinista nel 1904. Divenuto direttore dell’Accademia Filologica di Budapest, nel 1928 č giŕ uno dei protagonisti della vita pubblica; il piů influente e ascoltato reverendo nell’Ungheria della prima metŕ del secolo. Entrato in politica come ministro calvinista, diventa famoso con il suo programma radiofonico domenicale, in cui dŕ sfoggio di una grande abilitŕ oratoria e di doti retoriche fuori dal comune. Padre di tre figlie femmine e di un’ unico maschio, fa della sua villa estiva un punto di ritrovo per amici, parenti e personalitŕ di spicco dell’epoca, oltre che luogo di studio e raccoglimento.
E’ il figlio, appassionato di fotografia, a filmare con una cinepresa amatoriale la vita pubblica e privata del padre e a consegnarci cosě uno dei piů straordinari documenti della storia politica del paese: nel 1939 il parlamento ungherese discute la liceitŕ delle leggi antisemite. Di Ravatz abbiamo la registrazione del discorso al parlamento, la sua dichiarazione di voto con cui ratifica e accetta – seppur con forti perplessitŕ – la proposta legislativa. Il film di Forgács racconta, attraverso il sofferto e complesso dibattito che portň all’introduzione delle leggi razziali, uno dei periodo piů cupi della storia ungherese. La voce fuori campo del reverendo scandisce la narrazione di The Bishop’s Garden ; un’interrogazione inesausta sull’identitŕ cristiana e sui suoi rapporti con la comunitŕ ebraica. Le sue parole rispecchiano l’atteggiamento della chiesa calvinista nei confronti del “problema ebraico”; da un primo momento di complicitŕ con l’ideologia nazista, fino all’ opposizione al voto sulle successive leggi antiebraiche. Forse mai come in questo lavoro, Forgács riesce a restituirci il tormento di un individuo - il dramma della responsabilitŕ, gli scrupoli personali, il rovello morale – messo di fronte alle scelte imposte dalla Storia.
 

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