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Una cinepresa contro i nazisti
Per Private Europe, Angelos' Film di Forgács, con le immagini rimontate del greco Papanastassiou
di Elfi Reiter

Vengono a mancare le parole al termine di Angelos' Film realizzato nel 1999 dal cineasta ungherese Péter Forgács con le immagini girate dal cineamatore greco Angelos Papanastassiou negli anni dell'occupazione nazista ad Atene, immagini che furono in parte proiettate al processo di Norimberga nel 1947 come prove delle atrocitŕ commesse dai tedeschi nazisti con l'aiuto degli italiani fascisti. Il film fa parte dell'iniziativa Private Europe (….)

Meravigliosamente crudele e atroce (…) Angelos' Film: nonostante la pena di morte inflitta a chi scattasse una sola foto dell'esercito occupante dal 1941 al `44 in Grecia, il giovane Papanastassiou girava clandestinamente con la sua 16mm (nascosta in una borsa dotata di un foro) e sviluppava le pellicole in un laboratorio segreto installato sotto il suo ufficio in via Akademia ad Atene. Lui lavorava per la fabbrica che produceva le batterie Pak, e si narra anche di un sabotaggio architettato a danno di molti carri armati tedeschi sfranati a causa di basso voltaggio nelle batterie elettriche. Ai soldati delle Ss giunti in massa davanti allo stabile della fabbrica per chiarire la faccenda a modo loro, Angelos spiegň che da sempre quelle batterie sarebbero state di bassa qualitŕ riuscendo a salvare se stesso, la fabbrica e i tanti operai che vi lavoravano. E intanto continuava a filmare. Tutto. I raid delle Ss, le fucilazioni, la fame nelle strade, i corpi emaciati dei bimbi all'ospedale. Scene di orrore intervallate da interni gioiosi di famiglia con la figlia Loukia appena nata, come per dare un segno di vita in mezzo alla morte che si aggirava lŕ fuori. Poi le prime brigate della resistenza greca, l'Ema di sinistra e l'Edes filomonarchica, entrambi in lotta contro chi aveva invaso il paese arrivando dalla Bulgaria nell'aprile 1941, i tedeschi assieme ai bulgari a cui poco dopo si erano associati i fascisti giunti dall'Italia.
Angelos' Film perň marca l'umiliazione di questa presenza italiana avendo lui filmato l'anno prima (settembre 1940) la festa per la vittoria contro le truppe italiane nel sud dell'Albania. Cosě come nel 1943, dopo la caduta del regime Mussolini, Forgács/Angelos ci fa vedere i soldati italiani in giro per Atene in civile a vendere divise e armi ai combattenti della resistenza, mentre dall'altro lato i tedeschi nazisti erano sempre piů inferociti: il massimo monito era l'impiccagione pubblica in una via centrale della cittŕ. Immagini raccapriccianti questi corpi penzoloni dagli alberi sorvegliati dai Battaglioni di sicurezza. E ancora - sempre accompagnate dalla piccola Loukia sorridente o piangente - Angelos ci porta dentro i corridoi dell'ospedale, dove sono stipati i corpi massacrati dei manifestanti che avevano osato chiedere la libertŕ. Nel `44 finalmente giungono gli inglesi e con loro Papandreu e una guerra civile che durerŕ cinque anni e mieterŕ altre vittime innocenti, come Spiros, il fratello di Angelos. Lui invece riesce a salvare la sua famiglia e l'immenso patrimonio filmico che servirŕ da prova per i crimini commessi ai piedi dell'Acropoli profanata dalle enormi bandiere issate con la croce uncinata. Forgács riesce a distillare l'essenza di vita e morte dalle immagini a volte sgranate, decolorate, segni del tempo che fu, e costruisce un puzzle della memoria che suona le corde del pubblico e del privato in un infinito urlo sordo ampliato dalle musiche minimaliste create dal geniale Timor Szemzö.

Il Manifesto, martedě 3 febbraio 2004

 

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