GIORNATE DEL CINEMA PRIVATO
PERCORSI ORIGINALI D’ESPRESSIONE E DI MEMORIA

SIENA, FIRENZE, PISA, 10 - 15 NOVEMBRE 2005
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SUL CINEMA PRIVATO

Questa  definizione  intende individuare - con tutte le approssimazioni e contraddizioni inevitabili in ogni processo di sistematizzazione - quell’insieme di materiali audiovisivi del passato e del presente che nascono al di fuori della “macchina cinema”, ovvero delle strutture di produzione industriale del linguaggio audiovisivo sia cinematografico che televisivo.

Una produzione, quella privata, determinata esclusivamente da una personale intenzione espressiva e/o documentaria. Si allude a quell’universo eterogeneo che dallo sterminato repertorio degli home movies passa attraverso sperimentazioni varie manifestatesi nel corso del ‘900 fino a coinvolgere oggi un gran numero di gente comune e di autori, moltiplicati  da una sempre più facile accessibilità alle nuove tecnologie digitali di ripresa e di montaggio.

 

Tuttavia questo termine “privato” ci conduce anche a riflettere sul fenomeno emergente di una committenza privata che si rivolge a realizzatori (generalmente di livello espressivo superiore al tradizionale artigiano-fotografo da sempre largamente utilizzato per le riprese dei matrimoni) con la richiesta di un prodotto spesso riconducibile alla memoria personale e/o familiare.

Proprio su questo tema della salvaguardia delle memorie personali e familiari  sono centrate le riflessioni e i contributi cinematografici che proponiamo in questo appuntamento: per dare conto dei diversi orientamenti emersi da un recente passato e dal presente, che, proprio per il loro carattere privato, riguardano indistintamente ognuno di noi.

LA MANIFESTAZIONE

Il programma delle giornate dedicate al cinema privato è articolato e composito, e, come recita il titolo, volto a indagare alcune delle direzioni tracciate nei “percorsi originali d’espressione e di memoria”. Un territorio così immenso da esplorare: home movies, film personali e diaristici, autobiografie, rielaborazioni di memorie filmiche familiari proprie o altrui, forme ibride tra queste e molto d’altro, un cinema documentario anche inconsciamente caratterizzato da uno sguardo forte e assai diretto sulla realtà.

 La vita è esperienza di un divenire costante, come il cinema,  e come tale può essere trasmessa, persa o riscoperta. Attraverso la vita filmata è  possibile  guardare il passato individuale e collettivo, e forse trovare motivi per fare i conti con se stessi e con i fantasmi della memoria.

Nell’elaborare il programma l’Associazione Home Movies, che promuove la salvaguardia dei documenti filmici privati nell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia, ha volutamente privilegiato il filo rosso della familiarità . E le giornate del Cinema Privato in questo senso offrono innanzi tutto l’occasione per confrontarsi con altre esperienze, le più diverse.

A Siena, il 10 e l’11 novembre, si svolgono di pomeriggio i “colloqui” e le presentazioni di contributi-video: incontri aperti a chiunque voglia partecipare, in cui sono previsti gli interventi di ospiti italiani e internazionali.

Filmmaker e autori di film realizzati in un ambito privato, sostanzialmente al di fuori da una vera e propria struttura produttiva, oppure nel contesto di una scuola di cinema.  Studiosi, critici e operatori culturali, che da tempo si dedicano a interpretare e a valorizzare le molteplici forme del cinema privato.

E figure forse più trasversali, rappresentanti di istituzioni o singoli, che hanno avviato progetti innovativi di rielaborazione video della memoria filmica personale o familiare, per scopi culturali ed educativi, come quelli perseguiti dallo statunitense Center for Digital Storytelling, oppure, è il caso della tedesca Vitascope, con finalità esplicitamente orientate a creare un mercato.

Le serate sono dedicate alla proiezione di film, in molti casi presentati dagli autori. Per la maggior parte si tratta di produzioni inedite, a volte anteprime, più spesso vere e proprie scoperte.

Da Lunch with Fela (autore Abraham Ravett), composizione filmica sulla madre, ultimo di una serie di film su di lei, a ritratti paterni (Stephen Dwoskin), ai film sempre ricchi di sorprese in cui i nonni degli autori sono i protagonisti (Nicole Scherg, Elsa Quinette, Joseph Morder, Caterina Klusemann).

Ci saranno poi film su dolci attese (Chiara Malta), sulla nascita (Stan Brakhage), sui primi passi e vagiti (Jay Rosenblatt, Alberto Momo), su “celebrazioni” del proprio compleanno (Jan Peters), e film attraverso i quali osservare un luogo visitato (Jonas Mekas, Giuseppe Baresi, i viaggiatori sconosciuti con la cinepresa).

E, ancora, film che mostrano direttamente avvenimenti ed esperienze di vita quotidiana (Luca Ferro, Gianmarco Torri),  ritorni in luoghi di un tempo perduto (Mauro Santini). Senza dimenticare le rielaborazioni di memorie filmiche proprie buttate via e poi ritrovate (Michelangelo Buffa) e di film-diari altrui da cui assieme alla vita di una coppia riemerge un’epoca (Péter Forgàcs).

 

La manifestazione prosegue a Firenze, il 12 novembre, con un omaggio alla forma film-diario e la partecipazione di uno tra gli autori più originali della cinematografia francese contemporanea. Joseph Morder presenta una selezione del suo immenso journal filmé, che ha cominciato adolescente nel 1967 in Super 8 e che prosegue tuttora. Anzi, siamo certi che il suo diario con le Giornate del Cinema Privato si arricchirà di nuovi capitoli. Avremo poi la fortuna di assistere alla proiezione del suo film autobiografico del 1986 ormai mitico, ma introvabile e invisibile, Mémoires d’un juif tropical.

A Pisa, infine, il 15 novembre verrà presentata al pubblico una prima sintesi di video-documentazione degli incontri, insieme a una selezione dei film proiettati nelle giornate precedenti. Sarà l’occasione per mostrare i primi risultati di un lavoro di ricerca che intendiamo proseguire negli anni a venire.

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