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Archivio Nazionale del Film di Famiglia

L'Archivio Nazionale del Film di Famiglia, unica realtà italiana dedicata alla salvaguardia e alla valorizzazione del cinema amatoriale, è un archivio di immagini in movimento fruibili da ricercatori, autori di documentari, appassionati e cultori della memoria. Le attività principali dell'Archivio sono concentrate nella raccolta dei film, nella relativa catalogazione e digitalizzazione, per dare la possibilità a tutti coloro che sono interessati di avere accesso all'Archivio. Fino ad oggi sono state acquisiti alcuni fondi di film di famiglia e di cineamatori e su parte di essi sono già state effettuate operazioni di salvaguardia e di diffusione culturale.

Il materiale filmico finora raccolto, che ammonta a circa 1.200 ore di film, è stato indicizzato e, dopo i necessari interventi di restauro, trasferito in formato video digitale per una consultazione immediata. Fissando un appuntamento è possibile incontrare i responsabili del progetto e, per finalità di studio e ricerca, visionare parte dei film raccolti.

 

Film di famiglia, fonte audiovisiva

Numerosi cineasti hanno utilizzato e utilizzano i film di famiglia amatoriali, rimontandoli e riciclandoli, non solo per mostrare aspetti sociali di una particolare epoca o momento storico, ma anche per riflettere sul tema del recupero della memoria e sull'identità individuale e collettiva. Fonti stesse di alcuni documentari di montaggio, i film di famiglia, sono dunque di per se stessi casi emblematici e testimonianze inedite del passato di una società. Gli studiosi hanno maturato la consapevolezza dell'importanza delle fonti audiovisive, grazie anche a contributi teorici fondamentali, quali quelli di Pierre Sorlin, Nicola Tranfaglia, Giovanni De Luna e altri, sia per la ricerca storica, sia per quella sociale e antropologica. In questa chiave anche il cinema di famiglia rappresenta una fonte di studio indispensabile. Come tale in Italia non è ancora riconosciuta, in quanto non ancora scoperta e studiata. In altri paesi europei esistono archivi e settori della ricerca universitaria e non, che operano da anni nel campo del cinema amatoriale con risultati molto interessanti. Qualche esempio: il centro studi IRCAV dell'Université Sorbonne Nouvelle-Paris III, la Cinémathèque de Bretagne, lo Smalfilmmuseum in Olanda, l'associazione europea Inedits che vanta, tra i suoi membri, professionisti e studiosi.

 

Definizioni
Intendiamo per cinema di famiglia (home movies) produzioni filmiche che raccontano e mostrano, attraverso l'auto-rappresentazione, la famiglia e i riti interni a essa. Nella memoria collettiva sono i ben noti Super 8 (formato immesso sul mercato nel 1965). Ma il cinema amatoriale nasce molti anni prima. Alle origini del cinema veniva utilizzato il formato classico 35mm e un altro specificatamente indirizzato al mercato amatoriale (il 17,5mm); poi negli anni Venti si affermarono il 16mm Kodak e il 9,5mm Pathé Baby. Nel 1932 viene lanciato dalla Kodak il formato 8mm, che rimase il più popolare fino al 1965.

Il cinema di famiglia e il cinema amatoriale più in generale, può essere definito inedito in quanto è costituito da immagini in movimento che mostrano tutti gli aspetti delle nostre società di ieri e di oggi che, in qualsiasi formato o supporto siano state realizzate, all'origine non erano destinate a una diffusione nei circuiti professionali degli audiovisivi. Immagini nate e vissute per essere fruite all'interno di una stretta cerchia di amici e familiari. Allo stato attuale una delle caratteristiche principali di questi film è anche il fatto di essere considerati oggetti desueti, fuori dall'uso comune, superati dal tempo. Per questo motivo le bobine dei film di famiglia il più delle volte sono inutilizzate, non più proiettate, relegate nelle soffitte o chiuse negli armadi, destinate all'oblio.

Il criterio di selezione è legato non tanto al formato, quanto al contenuto. Contenuto ovviamente simile, ma del tutto disomogeneo a seconda del tempo, del luogo, di situazioni e storie familiari differenti. Indagini demoscopiche dei primi anni Settanta indicano che circa il 10% delle famiglie italiane possedeva una cinepresa amatoriale. Spesso i film sono montati con attrezzature amatoriali e in qualche caso sono sonori o sonorizzati, ma solitamente solo girati, senza interventi di montaggio.

 

Il progetto

Sostenuto e coordinato dal Comitato scientifico, il progetto ha costituito un archivio permanente in continua crescita che si occupa di:
• raccolta 
conservazione
divulgazione

 

di questa parte ancora poco esplorata del patrimonio cinematografico, un territorio immenso e disperso, che rischia di scomparire irrimediabilmente sia dal punto di vista fisico che storico, sociologico e antropologico.

Le tre fasi corrispondono anche a una precisa concezione modulare che si è voluta dare al progetto stesso, inteso come un percorso che si sviluppa nel tempo, ma che fin dal principio ipotizza su scala locale, regionale e nazionale, l'attuazione di tutte e tre le fasi indicate.

Con il supporto di enti e istituzioni interessati alla salvaguardia della memoria locale l'Archivio si muove su un doppio binario:

• la raccolta in un unico luogo dei vari materiali, con una prima inventariazione a cui segue una catalogazione specifica;
• un intervento di restauro conservativo di ogni film con il trasferimento delle immagini in supporto video digitale;
• la conservazione dei film in un archivio climatizzato.

La raccolta
1.200 ore ca. di film raccolti nei formati 8mm, Super 8, 16mm, 9,5mm, migliaia di metri di pellicola impressionata principalmente in ambito famigliare dal 1923 alla metà degli anni Ottanta.
L'accordo tra chi dona o deposita i film e l'Associazione Home Movies è stabilito da una dichiarazione firmata da ambo le parti e legalmente valida. Con tale atto si definisce la   partecipazione dei cittadini al progetto dell'Archivio Nazionale del Film di Famiglia.

Il recupero
30% circa dei film trasferiti in video digitale in formato DV con il sistema telecinema professionale di cui si è dotata è l'Associazione Home Movies.

La catalogazione
Fino ad ora il 15% dei film è stato catalogato secondo il metodo elaborato dall'Associazione a partire dagli standard per la catalogazione filmica stabiliti dalla F.I.A.F. (Fédération Internationale des Archives du Film) e tenendo presenti le regole dell'International Standard for Bibliographic Description for Non-book Materials - ISBD (NBM), nonché pregresse esperienze di ricerca e catalogazione di materiali filmici particolari come i film di famiglia. Il catalogo è consultabile presso la sede dell'Archivio. Allo stato attuale, in via sperimentale, è possibile consultare una parte del catalogo on-line nella sezione mediateca.

La conservazione
I film sono conservati secondo criteri adeguati per la preservazione di materiale filmico amatoriale. Da settembre 2005 l'Associazione ha a disposizione locali climatizzati per garantire le migliori condizioni possibili di temperatura e umidità costante.